Scadenze fiscali partita IVA: il calendario tipo per non dimenticarne una
Il calendario tipo delle scadenze fiscali per partita IVA e forfettari: 16 del mese, IVA trimestrale, acconti, INPS — e come ricordarle su WhatsApp.
Se hai una partita IVA, le scadenze fiscali non sono un evento: sono un ciclo. Ogni anno tornano più o meno le stesse date: il 16 del mese per chi versa IVA e ritenute, le scadenze IVA trimestrali, il 30 giugno per saldo e primo acconto delle imposte, il 30 novembre per il secondo acconto, la dichiarazione dei redditi in autunno e i contributi INPS.
La buona notizia è proprio questa: siccome le scadenze sono ricorrenti, puoi costruirti una volta sola il tuo calendario delle scadenze fiscali e impostare promemoria che si ripetono da soli, anno dopo anno.
Una premessa importante prima di partire: in questa guida trovi le scadenze tipiche e ricorrenti, non le date ufficiali dell'anno in corso. Le date possono slittare (weekend, festivi, proroghe dell'ultimo minuto), quindi verifica sempre le scadenze esatte con il tuo commercialista o sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
Quali sono le scadenze fiscali ricorrenti per una partita IVA?
Ecco le date che, tipicamente, si ripetono ogni anno per le partite IVA italiane.
Il 16 del mese — è la data classica dei versamenti con F24. Chi è in regime ordinario con IVA mensile versa l'IVA del mese precedente. Sempre entro il 16 si versano, per chi le opera, le ritenute d'acconto (es. sui compensi a professionisti) e i contributi dei collaboratori o dipendenti.
Le scadenze IVA trimestrali — chi liquida l'IVA ogni tre mesi versa tipicamente il 16 maggio (1° trimestre), il 20 agosto (2° trimestre, con lo slittamento estivo) e il 16 novembre (3° trimestre). Il quarto trimestre si versa a inizio dell'anno successivo: per alcune categorie il 16 febbraio, per gli altri in sede di conguaglio annuale. Quale sia il tuo caso te lo dice il commercialista.
30 giugno — saldo delle imposte dell'anno precedente più il primo acconto per l'anno in corso (IRPEF per chi è in ordinario, imposta sostitutiva per i forfettari). Spesso è possibile rateizzare o pagare entro circa un mese dopo con una piccola maggiorazione: anche qui, conferma le opzioni con il tuo commercialista.
30 novembre — secondo (o unico) acconto delle imposte.
Autunno — invio della dichiarazione dei redditi. Negli ultimi anni la finestra cade tipicamente tra fine settembre e fine ottobre, ma la data precisa cambia: verificala sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
Sei nel regime forfettario? Ecco cosa cambia
Le scadenze forfettario sono un sottoinsieme più semplice del calendario visto sopra. In generale, chi è nel regime forfettario non addebita IVA in fattura e non ha versamenti IVA periodici, quindi il 16 del mese e le scadenze trimestrali IVA di solito non lo riguardano.
Restano però tre appuntamenti fissi:
- 30 giugno: saldo dell'imposta sostitutiva dell'anno precedente + primo acconto.
- 30 novembre: secondo acconto dell'imposta sostitutiva.
- Autunno: dichiarazione dei redditi, che per i forfettari è comunque obbligatoria.
Attenzione ai casi particolari (operazioni con l'estero, reverse charge, superamento delle soglie): possono far comparire adempimenti IVA anche per un forfettario. Se hai dubbi, è il classico tema da mezz'ora col commercialista. E se vuoi tenere sotto controllo incassi e spese durante l'anno, leggi anche la nostra guida alla contabilità semplice per forfettari.
Quando si pagano i contributi INPS?
Dipende dalla gestione a cui sei iscritto.
Gestione separata (freelance e professionisti senza cassa): i contributi viaggiano insieme alle imposte. Saldo e primo acconto tipicamente al 30 giugno, secondo acconto al 30 novembre. Niente rate fisse durante l'anno.
Artigiani e commercianti: c'è una parte fissa sul reddito minimale, versata in quattro rate ricorrenti — tipicamente 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio — più l'eventuale eccedenza sul reddito effettivo, che si paga insieme a saldo e acconti delle imposte.
Gli importi e le eventuali riduzioni cambiano di anno in anno: anche qui, le cifre esatte arrivano dal commercialista o dal cassetto previdenziale INPS.
Come costruire il tuo calendario delle scadenze fiscali
Mettendo insieme i pezzi, il "calendario tipo" di una partita IVA suona così:
- 16 di ogni mese: IVA mensile e ritenute (solo regime ordinario).
- 16 febbraio, 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre: IVA trimestrale e/o rate fisse INPS artigiani-commercianti.
- 30 giugno: saldo + primo acconto di imposte e contributi.
- 30 novembre: secondo acconto.
- Autunno: dichiarazione dei redditi.
Il metodo giusto è in due mosse. Primo: fai un censimento una volta sola, insieme al commercialista, delle scadenze che riguardano davvero te (regime, gestione INPS, eventuali dipendenti). Secondo: per ogni scadenza imposta un promemoria ricorrente con anticipo, perché il problema vero non è ricordarsi il giorno stesso — è avere la liquidità pronta e l'F24 in mano qualche giorno prima.
Come usare Planito per non dimenticare le scadenze fiscali
Planito è l'assistente personale italiano su WhatsApp per promemoria, liste, note e contabilità. Non devi installare nulla né imparare un'app nuova: scrivi (o mandi un vocale) su WhatsApp e Planito salva il promemoria, poi ti avvisa in chat quando è il momento.
Per le scadenze fiscali funziona così bene proprio perché sono ricorrenti. Qualche esempio pratico da scrivere in chat:
- "Ogni 16 del mese alle 9 ricordami i versamenti F24"
- "Il 20 giugno ricordami saldo e primo acconto delle imposte" (qualche giorno prima del 30, così hai margine)
- "Il 20 novembre ricordami il secondo acconto"
- "Il 10 maggio ricordami la rata INPS artigiani"
In più puoi allegare foto e PDF: l'F24 che ti manda il commercialista, la ricevuta del pagamento, la fattura di un fornitore. Planito li legge e li archivia, e li ritrovi nella dashboard web insieme a promemoria e note. Con il piano Pro hai anche la contabilità semplice: "Entrata 1.200€ fattura cliente Rossi", "Ho speso 180€ di commercialista", e a fine mese chiedi "Quanto ho incassato questo mese?". Trovi tutti i comandi nella guida ufficiale.
Una cosa va detta chiaramente: Planito non è un software di fatturazione e non sostituisce il commercialista. Non calcola le imposte, non prepara né invia F24, non fa dichiarazioni. Fa una cosa sola, e la fa bene: non ti lascia dimenticare le date e ti tiene in ordine promemoria, documenti ed entrate/uscite. Il "quanto pagare" resta un lavoro da commercialista; il "ricordarsi quando" puoi delegarlo a Planito. I piani partono da €39 all'anno: li trovi sulla pagina prezzi.
Domande frequenti
Le date delle scadenze fiscali sono le stesse ogni anno?
In linea di massima sì: il calendario è ricorrente (16 del mese, 30 giugno, 30 novembre, ecc.). Ma le date puntuali possono slittare per weekend, festivi o proroghe decise in corsa. Usa il calendario tipo per organizzarti e verifica le date esatte dell'anno in corso con il commercialista o sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
Nel regime forfettario devo versare l'IVA?
In generale no: niente IVA in fattura e niente liquidazioni periodiche. Restano però l'imposta sostitutiva (saldo e acconti a giugno e novembre), i contributi INPS e la dichiarazione dei redditi. Esistono casi particolari (es. acquisti dall'estero) che possono generare adempimenti IVA: se ti riguardano, parlane con il commercialista.
Planito calcola quanto devo pagare di tasse?
No. Planito ti ricorda le scadenze e ti aiuta a tenere traccia di entrate e uscite, ma non calcola imposte e non prepara F24: quello è compito del commercialista. Pensa a Planito come alla memoria esterna che lavora in coppia con lui.
Posso impostare un promemoria che si ripete ogni anno?
Sì. I promemoria di Planito possono essere ricorrenti: ogni giorno, ogni settimana, ogni mese ("il 16 del mese") o ogni anno. Li imposti una volta scrivendo in italiano naturale su WhatsApp e tornano da soli, con l'anticipo che scegli tu.
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