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Preventivo firmato: quando vale come contratto

Quando un preventivo accettato diventa un contratto, cosa scriverci per farlo valere e quando il cliente privato può ancora ripensarci entro 14 giorni.

In breve: un preventivo da solo è una proposta; diventa un contratto quando il cliente lo accetta, di solito firmandolo «per accettazione» entro la data di validità. Da lì il prezzo e le condizioni vincolano entrambi. Attenzione però: se il cliente è un privato e firma a casa sua o nel cantiere, per legge ha in genere 14 giorni per ripensarci, salvo alcune eccezioni come le riparazioni urgenti che ha chiesto lui.

Il preventivo è il documento che artigiani e professionisti scrivono più spesso e leggono meno. Si manda, il cliente dice «va bene» al telefono, si parte. Poi a metà lavoro il cliente contesta un prezzo, o sparisce prima di cominciare, e ci si chiede cosa valga davvero quel foglio.

Qui la risposta dal lato di chi il preventivo lo scrive: quando ti protegge, cosa metterci dentro e quando il cliente può ancora tirarsi indietro.

Quando un preventivo diventa un contratto

Per il Codice civile un contratto è concluso quando chi ha fatto la proposta viene a sapere che l'altra parte l'ha accettata (art. 1326 c.c.). Il preventivo è la tua proposta. Quando il cliente lo accetta, nei termini e nella forma che hai indicato, diventa il contratto del lavoro: per la maggior parte dei mestieri è un contratto d'appalto o d'opera.

Nella pratica i casi sono questi.

SituazioneVale come contratto?Cosa rischi
Preventivo firmato «per accettazione» dal cliente, entro la validitàSìPoco: prezzo e condizioni sono scritti e accettati
Accettato per email o WhatsApp («ok, procediamo»)Di solito sì, ma la prova è più deboleContestazioni su cosa era incluso
Solo detto a voce, poi lavori iniziatiIl contratto c'è, ma il contenuto è da dimostrareDiscussioni su prezzo e voci
Firmato «per presa visione»No: il cliente l'ha solo lettoNon hai un'accettazione
Accettato dopo la scadenza di validitàNon automaticamente: è una nuova proposta del clienteChe tu debba rifare prezzi ormai vecchi

La firma non è obbligatoria per tutti i lavori, ma è la prova più semplice da portare se un giorno qualcosa va storto. Senza un preventivo accettato per iscritto, anche sollecitare un pagamento diventa più difficile.

Cosa scrivere in un preventivo perché ti tuteli

Un preventivo che vale come contratto deve dire in modo chiaro cosa farai, per quanto e a quali condizioni. Ecco le voci che non dovrebbero mancare.

  1. I dati di entrambi: i tuoi (con partita IVA) e quelli del cliente, con l'indirizzo del lavoro.
  2. Le voci del lavoro, una per riga, con quantità e prezzo. «Rifacimento bagno» è troppo vago; «fornitura e posa piatto doccia 80×120, 1 pz» no.
  3. Cosa non è incluso: smaltimento, opere murarie, permessi. È la riga che evita più litigi.
  4. Il totale, con IVA o con la dicitura del tuo regime se sei forfettario.
  5. Acconto e saldo: quanto, quando e come. «Saldo entro 15 giorni dalla fine dei lavori» è meglio di «saldo a fine lavori».
  6. I tempi: quando inizi e quanto dura, almeno indicativamente.
  7. La validità: «Offerta valida 30 giorni». Per legge, se scrivi un termine, la proposta resta ferma fino a quella data (art. 1329 c.c.); dopo puoi aggiornare i prezzi. Sui materiali che cambiano spesso di prezzo, 30 giorni bastano.
  8. Come si gestiscono le varianti: «Ogni lavoro in più va concordato per iscritto con un nuovo preventivo». Il Codice civile prevede che le variazioni chieste dal cliente si paghino a parte (art. 1661 c.c.), ma averlo scritto evita di doverlo spiegare.
  9. Lo spazio per la firma con la dicitura «Data e firma per accettazione», e se il cliente è un privato le informazioni sul recesso (vedi sotto).

Se hai un mestiere con lavori ripetitivi, tieni un modello con queste righe già pronte e cambia solo le voci.

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Il cliente privato può annullare un preventivo firmato?

Una volta accettato il preventivo, il cliente può sempre rinunciare al lavoro, ma deve pagarti le spese sostenute, il lavoro già fatto e il guadagno che avresti avuto (art. 1671 c.c.). Questo vale per tutti i clienti. Con un privato, però, c'è in più una regola che molti artigiani non conoscono.

Se il contratto è concluso fuori dai locali commerciali (a casa del cliente durante il sopralluogo, nel cantiere), e in certi casi anche quando si fa tutto a distanza, il Codice del consumo gli dà 14 giorni per recedere senza motivo e senza pagarti nulla (art. 52, D.Lgs. 206/2005). Se non lo informi di questo diritto, il periodo si allunga di 12 mesi. Se invece il cliente firma nella tua bottega o nel tuo studio, questa regola non si applica.

Le eccezioni che contano per un artigiano:

  • Riparazioni urgenti chieste dal cliente: se ti ha chiamato lui per un guasto da sistemare subito (la perdita, il quadro elettrico saltato), il recesso non c'è.
  • Importi piccoli: i contratti fuori dai locali fino a 50 euro sono esclusi.
  • Lavori iniziati su sua richiesta: se il cliente ti chiede per iscritto di cominciare prima dei 14 giorni e poi recede, ti deve pagare la parte di lavoro già fatta. Se il lavoro è finito, perde il diritto di recesso, purché lo sapesse in anticipo.

La guida del Ministero delle Imprese sul diritto di recesso riassume le regole generali. Per i casi dubbi, la tua associazione di categoria ha di solito un modulo di recesso già pronto da allegare.

Come farlo con Planito Professional

Con Planito Professional il preventivo lo detti in chat, anche dal furgone: voci, prezzi e totale li mette in un PDF con il tuo logo. Il cliente lo apre dal link e lo accetta con nome, cognome e firma col dito. Data e ora della firma restano sul documento, e tu ricevi l'avviso.

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🎤 Messaggio vocalepreventivo per Carla Neri: fornitura e posa piatto doccia 650, smontaggio vasca 250, smaltimento 120
📋 Totale 1.244,40 € IVA inclusa. Lo mando a Carla?
sì, mandalo
📄 Preventivo 2026-042 inviato a Carla Neri. Ti avviso quando lo apre e quando firma.
✍️ Carla Neri ha firmato il preventivo 2026-042: 1.244,40 €.
ricordami fra 3 giorni di chiederle l'acconto se non è arrivato
⏰ Fatto: venerdì alle 9 ti ricordo l'acconto di Carla.

Nella pagina Preventivi vedi come appare il PDF e cosa vede il cliente quando firma. Per i lavori grossi, o con clienti che non conosci, una conferma scritta in più non guasta mai. E se un cliente firma ma poi non si fa trovare il giorno del lavoro, leggi cosa fare con i clienti che non si presentano.

Domande frequenti

Quanto dura la validità di un preventivo?

Quanto scrivi tu: la legge non fissa una durata. Nella pratica si va da 15 a 90 giorni, e per lavori con materiali dal prezzo variabile conviene stare sui 30. Se non indichi nulla, la proposta resta valida per il tempo che serve normalmente a rispondere, e nascono discussioni: meglio scriverlo.

Un preventivo accettato su WhatsApp ha valore?

Un «ok, procedi» scritto è un'accettazione e può essere usato come prova, ma lascia margini su cosa fosse incluso. Meglio far accettare il documento completo, con firma o con un sistema che registri chi ha accettato e quando.

Posso aumentare il prezzo dopo che il cliente ha firmato?

Di regola no: il prezzo accettato vincola anche te. Puoi chiedere di più per i lavori in più che il cliente ti chiede, e il Codice civile prevede una revisione solo se i costi di materiali o manodopera cambiano in modo imprevedibile oltre un decimo del prezzo. Per evitarlo, tieni la validità del preventivo breve.

Serve la firma su un preventivo per un privato?

Non è obbligatoria, ma è la tua migliore prova. Se il preventivo è firmato a casa del cliente, consegnagli anche le informazioni sul recesso di 14 giorni: senza, il termine per ripensarci si allunga fino a un anno.

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